Patologie Ortopediche

Patologie Ortopediche Età Evolutiva

Piede torto congenito

Il piede torto congenito è una delle deformità di più frequente riscontro in ortopedia pediatrica (colpisce 1-2 neonati su 1000, soprattutto maschi). Consiste in una deformità complessa, tridimensionale, del piede non riducibile (cioè la posizione non può essere completamente corretta con le mani).

 

Grazie alla diffusione del metodo Ponseti, i casi che necessitano di un intervento chirurgico più aggressivo sono notevolmente diminuiti negli ultimi 20 anni, ma ci sono ancora pazienti che purtroppo si presentano per recidiva, deformità residue, tutti con una scarsa qualità dei tessuti molli a causa delle cicatrici di un precedente intervento chirurgico.

 

I vantaggi della fissazione esterna ad anello per la correzione di deformità complesse del piede e della caviglia includono la possibilità di correggere gravi deformità, eseguire una correzione graduale, modificare il trattamento durante la correzione e ridurre al minimo il danno neurovascolare.

 

La fissazione esterna può offrire inoltre l’opportunità di:

  • operare su tessuti cicatrizzati e contratti
  • preservare le articolazioni e la funzionalità articolare
  • mantenere o aumentare la lunghezza del piede
  • consentire il carico durante il trattamento.

Deformità congenite arti superiori e inferiori

Le malformazioni congenite comprendono un gruppo eterogeneo di disturbi presenti alla nascita come risultato di:

  • anomalie genetiche,
  • infezioni,
  • errori di morfogenesi
  • anomalie nell’ambiente intrauterino.

 

Le patologie che maggiormente affrontiamo sono:

  • spina bifida,
  • patologie alterazioni del metabolismo osseo,
  • paralisi cerebrali infantili,
  • mutazioni genetiche che alteri il regolare sviluppo osteo-muscolare

Deformità acquisite

Le deformità acquisite sono condizioni che si sviluppano dopo la nascita creando deviazioni dei normali angoli e assi antomici provocando alterazioni strutturali e funzionali.

 

Le condizioni che maggiormente affrontiamo sono:

  • deformità post-traumatiche,
  • deformità in quadri neurologici 

Ipostaturismo

I bambini con altezze >2 SD sotto la media sono generalmente classificati come bassa statura. In un bambino con sospetta crescita compromessa, dovrebbe essere condotta una valutazione dettagliata per identificare la causa.

 

Le cause patologiche di crescita anomala includono molte malattie sistemiche. I loro trattamenti variano a secondo dell’ eziopatogensi. Deficit dell’ormone della crescita, sindromi genetiche, tra cui la sindrome di Noonan, la sindrome di Turner e l’Acondroplasia.

 

L’acondroplasia è la forma più comune di nanismo umano. L’acondroplasia deve essere distinta da altre forme di bassa statura disarmonica, per le quali fino a poco tempo fa non vi era distinzione.

 

I bambini con bassa statura in cui non viene identificata una causa specifica possono essere diagnosticati con bassa statura idiopatica.

Fratture di arto superiore e inferiore

Le fratture sia a livello dell’arto superiore che inferiore sono piuttosto frequenti.
Spesso si preferisce una strategia di tipo conservativo (gesso o tutori) visto l’ato potenziale rigenerativo del piccolo paziente.

 

Tuttavia in fratture con grossa scomposizione è necessario ridurre e osteosintetizzare la frattura. L’applicazione di un fissatore esterno trova un indicazione assoluta in questi condizioni poichè associa una invasività minima ad un risultato massimo.

Vizi di consolidazione delle fratture

Le fratture talvolta possono guarire con deviazioni dei normali angoli e assi anatomici. La frequenza è nettamente inferiore rispetto all’adulto, visto l’alto potenziale di rimodellamento osseo correlato alla crescita del bambino, tuttavi a volte per una peridta di riduzione e per un traumatismo a carico delle cartilagini di accrescimento si possono evidenziare nello sviluppo grossolani alterazioni della anatomia.

 

Discrepanza di lunghezza fra gli arti, deformità in varo valgo (es. gomito varo), sono fra le condizioni che maggiormente affrontiamo.

Pseudoartrosi congenita

È una malattia dello sviluppo osseo caratterizzata da deviazione in valgo e pro curvatura a carico del tratto diafisario della tibia, con successivo evento frattura e grnade difficoltà nella guarigione.

 

Può essere essere associata a condizioni come neurofibromatosi di tipo 1.

Patologie Ortopediche Età Adulta

Deformità post-traumatiche arto superiore e inferiore

L’evento traumatico di tipo fratturativo crea un alterazione del normale allineamento di angoli e assi anatomici. Le deformità indica un successo dal punto di vista della consolidazione tuttavia con una residua alterazione dell’anatomia.

 

Le condizioni che maggiormente affrontiamo sono:

  • discrepanza di lunghezza sia livello del omero, femore e gamba,
  • deviazioni sul tutti i piani, varo-valgo, procuravto-recurvato, intra-extratorsione

Artrosi ginocchio, caviglia e piede

Un anomala usura del panno cartilagineo può derivare principalmente da 2 condizioni:

  • Deformità congenite che generano un alterata distribuzione del carico e di conseguenza un maggior usura di una parte di articolazione rispetto ad un’altra
  • Deformità acquisite (solitamente post-traumatiche).

 

Il meccanismo di sviluppo di artrosi e il medesimo per i vizi di consolidazione, talvolta evento fratturativo può coinvolgere la superficie articolare con un danno diretto a carico dell’articolazione.

Fratture di arto superiore e inferiore

Le fratture sia a livello dell’arto superiore che inferiore sono piuttosto frequenti.
Le indicazioni all’utilizzo della fissazione esterna sono trasversali.

 

Si può utilizzare in qualsiasi segmento osseo in associazione o meno con mezzi di sintesi interni.

Pseudoartrosi di arto superiore e inferiore

L’evento traumatico di tipo fratturativo crea un alterazione del normale allineamento del segmento scheletrico interessato.

 

Nonostante l’approccio chirurgico che mira al ripristino di asse lunghezza e rotazione circa 10% delle fratture a carico delle ossa lunghe non guarisce.

 

È necessario pertanto revisionare il sito di frattura per cercare di farlo consolidare.
La fissazione esterna circolare in particolare potendo applicare una compressione constante e equamente distribuita a livello del sito di pseudoartrosi è fortemente indicata nel trattamento di questa condizione.

Pseudoartrosi infette arto superiore e inferiore

Il quadro di pseudoartrosi si verifica nel momento in cui una frattura non mostra evoluzione in termini di consolidazione nei successivi 6-9 mesi.

 

In una percentuale molto alta il responsabile della mancata consolidazione è un dovuto alla presenza di un infezione batterica.
Infezione può essere correlata alla tipologia di frattura (alta energia e esposizione) oppure a variabili correlate al paziente (fumo, diabete, terpai immunosoppressiva)

 

La strategia solitamente prevede:

  • rimozione dei mezzi di sintesi,
  • pulizia chirurgica del focolaio di infezione
  • sintesi con fissatore esterno.

Osteomielite acuta e cronica

Rappresenta un quadro di infezione a carico del tessuto osseo.
Solitamente conseguenza di un evento fratturativo consolidato tuttavia con frammenti ossei necrotici intrappolati ( sequestri ) che sostengo l’infezione.

 

La difficoltà in questi quadri è quello di riuscire a veicolare la terapia antibiotica a livello osseo per cui talvolta è necessario eseguire ampie resezioni di tessuto infetto.

 

La fissazione esterna circolare trova indicazione sia per la sintesi si per rigenerare il tessuto osseo resecato

Deformità in esiti di poliomielite

Gli esiti di infezioni da polio virus si manifestano più comunemente a livello degli arti inferiori.
Il virus colpisce neuroni motori a livello spinale (2° motoneurone) generando debolezza muscolare e paralisi.

 

Le condizioni che maggiormente affrontiamo applicando la metodica di Ilizarov sono la discrepanza fra arti inferiori e le deformità a carico del piede, conseguenze di un iposviluppo del lato affetto e di deformità articolari da squilibrio del bilanciamento muscolare.

Deformità in quadri sindromici

Le alterazioni a livello dei segmenti scheletrici si possono verificare nel contesto di molte patologie. L’influenza di mutazioni a svariati livelli possono generare deformità che richiedono un intervento chirurgico per corregere e riportare ad allineamento e corretta lunghezza a carico dei segmenit ossei interessati.

 

Le condizioni che maggiormente affrontiamo sono:

  • Displasia fibrosa dell’osso,
  • Sindrome di Turner,
  • Displasie vascolari,
  • Acondroplasia,
  • Pseudocondroplasia,
  • Sindrome di Apert

Piede Charcot

Il quadro clinico definito piede di Charcot è una grossolana alterazione con frantumazione della struttura osseo del mesopiede, associato a una neuropatia periferica. Quadro inserito nel contesto della patologia diabetico senza correlazione assoluta.

 

La deformità derivata dalla perdita della struttura ossea associata a perdita di sensibilità e quindi di un importante meccanismo di difesa, crea quadri devastanti in cui la fissazione trova l’indicazione assoluta poiché associa una grande stabilità e un ridotto rischio infettivo, due fattori cruciali nel trattamento di questa condizione.

Accorciamento congenito a carico di metacarpo e metatarso

Condizione nota come brachimetatarsia o brachimetacarpia solitamente correlata a anomalo crescita delle fisi durante l’età dello sviluppo. Può generare discomfort sia dal punto di vista estetico sia dal punto di vista funzionale venendo meno durante il passo il sostegno a carico delle altre dita attigue e della volta metatarsale traversale

 

La condizione che maggiormente affrontiamo sono le brachimetatarsia in cui l’allungamento con fissatore esterno trova indicazione assoluta.

Allungamento estetico

Il trattamento estetico può essere perseguito sia tramite utilizzo di fissatore esterno circolare sia tramite inserimento di chiodo magnetico.

 

L’allungamento del segmento interessato solitamente non supera mai il 25-30% della lunghezza di partenza dell’osso coinvolto.

 

Alla fase di allungamento, solitamente con velocità di 1mm/die corrisponde un perido di attesa della consolidazione del sito di allungamento che richiede circa 30-35 giorni per ogni cm allungato.