Metodo Ilizarov in Italia

Ripercorriamo di seguito la proceudra del Metodo Ilizarov soffermandoci sull’mpatto chirurgico, sulle fasi del post-operatorio e controlli e su quali sono le indicazioni principali al trattamento.

Metodo Ilizarov Impatto Chirurgico

La chirurgia tramite applicazione della metodica di Ilizarov è per definizione “chirurgia senza sangue”.
Questa affermazione coglie l’essenza della tecnica in cui l’obiettivo è quello di preservare la biologia del tessuto osteo-muscolare.

Paradigmatica è la tecnica con cui si esegue l’osteotomia ovvero un’incisione di circa 1 cm, lo spazio necessario per introdurre lo strumento dedicato alla sezione osseo, solitamente uno scalpello di Lambotte.

Incisione consente di raggiungere il paino osseo cercando poi di preservare per la maggior parte il periostio e quindi di creare una camera biologica in cui l’ematoma provocato dall’osteotomia rimarrà confinato mettendo a disposizione i fattori di crescita presenti al suo interno necessari per la rigenerazione ossea.

Questo aspetto non solo, come detto, favorirà la successiva rigenerazione osseo ma limiterà al massimo le perdite ematiche. La riprova è che una percentuale prossima allo zero dei pazienti trattati richiede la trasfusione di componenti ematiche dopo la chirurgia.

Metodo Ilizarov Post-operatorio

Il post-operatorio solitamente prevede 2 notti di degenza, talvolta il paziente può essere dimesso già in prima giornata post-operatoria. Per essere dimesso già in prima giornata, le condizioni cliniche devono prevedere la riduzione clinicamente non significativa dei valori di emoglobina.

La stabilità dell’impianto associato alle scarse perdite ematiche offre al paziente le potenzialità di poter essere mobilizzato già fin dalla prima giornata post-operatoria, di eseguire i primi passi con deambulatore o stampelle.

Al paziente verrà spiegato e mostrato come medicare il fissatore e nella medesima giornata si mostrerà la tecnica e il piano di correzione personalizzato secondo la tipologia di deformità o trattamento da perseguire.

Tipologie di Fissatori

Sostanzialmente i fissatori possono essere suddivisi in 2 grossi gruppi.

  • Fissatori in configurazione statica
  • Fissatori in configurazione dinamica

Al primo gruppo appartengono quelle condizioni in cui già in sala operatoria si è riusciti a raggiungere l’obiettivo chirurgico previsto. Il fissatore in questo caso avrà la funzione di un “puro” mezzi di osteosintesi. Si dovrà attendere la consolidazione osseo dopodiché il fissatore potrà essere rimosso.

In questo caso il vantaggio di avere un fissatore circolare sarà comunque quello di poter, qualora ve ne sia necessità, di eseguire una manovra per incrementare la compressione a livello del sito chirurgico cosi da favorire la consolidazione.

I controlli saranno programmati con frequenza mensile accompagnati da radiografie del segmento interessato.

Con Ilizarov nasce una nuova chirurgia: minima invasività, nessuna trasfusione, massima rigenerazione. Il corpo ricostruisce sé stesso, guidato dalla scienza.

Nella seconda tipologia di fissatore, l’atto chirurgico sarà solo una parte del trattamento, infatti al montaggio del fissatore e osteotomie, seguirà un secondo momento, con inizio dopo 5-7 giorni dall’intervento, che sarà la vera e propria correzione progressiva con l’obiettivo di raggiungere la lunghezza o l’allineamento previsto.

In particolare in questi gruppi  di pazienti con un fissatore che dovrà “muoversi” i controlli  saranno fondamentali al fine di seguire la progressione e l’evoluzione delle correzioni come da programma.

La frequenza dei controlli solitamente è di una visita ogni 2 settimane accompagnato da radiografie che confermeranno le correzioni previste.

Al termine della correzione o dell’allungamento previsto, non si dovrà più agire sul fissatore (configurazione statica) si dovrà attendere la consolidazione ossea.

Se in questa prima fase di correzione, sicuramente più impegnativa sia dal punto vista gestionale (medicazione più frequenti), clinico (dolore), minor autonomia nella mobilizzazione e deambulazione, per contro la fase in cui sarà terminato l’allungamento prevede un progressivo miglioramento di tutti questi aspetti sia alla completa autonomia e deambulazione senza ausili con dolore praticamente nullo.

I controlli come per i fissatori in configurazione statica diventeranno mensili.

L’evoluzione clinica e radiografica suggeriranno le tempistiche per eseguire una valutazione per decidere la rimozione. Questa procedura viene definita in gergo collaudo clinico. Il collaudo consiste in una sconnessione degli anelli e testare manualmente la stabilità del nuovo osso rigenerato. L’assenza di elasticità consentirà di definire e programmare l’intervento di rimozione.

L’intervento di rimozione solitamente avviene in sala operatoria o comunque sotto sedazione poiché la rimozione degli elementi di presa ossea potrebbe provocare dolore e quindi contrazioni massimali improvvise con potenziali lesioni dell’osso rigenerato.

Metodo Ilizarov Italia Tempistiche

Metodo Ilizarov Indicazioni Principali

Lo spettro a cui si può applicare la metodica di Ilizarov è pressoché universale.
Il fissatore è di fatto un mezzo di sintesi per cui è possibile applicarlo a tutte le tipologie di fratture.
Solitamente l’applicazione è a carico di fratture complesse con esposizione.
Infezioni del sito di frattura, ritardo o mancata consolidazione.
La possibilità di raccordare gli anelli fra loro con snodi e aste di varie lunghezze consente di correggere ogni tipo di deformità e allungare o trasportare segmenti ossei:

  • Artrosi post-traumatiche
  • Deformità congenite e post-traumatiche a carico degli arti superiori e inferiori
  • Allungamento di arti superiori e inferiori