Classicamente l’allungamento dei vari segmenti scheletrici (es. femore, tibia, omero) veniva realizzato tramite l’applicazione di fissatori esterni, fissatori circolari (apparato di Ilizarov, esapodalico) o monoassiale.
Nel tempo, accanto al trattamento classico si è sviluppa la possibilità di allungare il segmento scheletrico desiderato con un mezzo di sintesi interna.
L’esigenza è nata dal fatto di creare un strumento più facilmente tollerato dal paziente sia durante la fase di allungamento che durante l’attesa della consolidazione.
È così che nasce l’allungamento arti endomidollare con chiodi telescopici.
Sostanzialmente sono due le modalità con cui avviene l’allungamento tramite chiodo endomidollare e si differenziano per il meccanismo di svolgimento dell’asta interna:
Nella nostra pratica quotidiana il chiodo endomidollare che proponiamo e che utilizziamo per l’allungamento arti dei segmenti scheletrici è il Precice Lengthening System (Globus Medical/NuVasive Specialized Orthopedics).
Il dispositivo di allungamento ha un piccolo motore magnetico al suo interno. Quando il motore viene attivato da un telecomando esterno (ERC), il dispositivo si svolge lentamente e questo fa sì che l’osso si allunghi alla velocità impostata.
Il device è costituito da un’asta metallica telescopica, con un motore magnetico al suo interno. Il chiodo endomidollare viene inserito attraverso una piccola incisione nel canale osseo.
L’allungamento arti avviene in sede di osteotomia ovvero un taglio dell’osso eseguito sotto controllo radiografico e con apposita tecnica che preservi tutto il potenziale rigenerativo.
L’incisione per eseguire l’osteotomia è di tipo mininvasivo con una lunghezza di circa 1 cm.
Il chiodo viene infine bloccato con viti che rendono solidale il device all’osso.
Il paziente durante la degenza viene istruito sui modi e tempi di allungamento.
Al paziente viene consegnato uno speciale dispositivo chiamato External Remote Controller (ERC) che verrà utilizzato per allungare lentamente il chiodo Precice.
Il paziente durante la degenza viene istruito sui modi e tempi di allungamento.
Al paziente viene consegnato uno speciale dispositivo chiamato External Remote Controller (ERC) che verrà utilizzato per allungare lentamente il chiodo Precice.
L’ERC ha un magnete al suo interno che attiverà il motore all’interno del chiodo.
Quando l’ERC infatti viene acceso e posizionato a contatto con la cute del segmento da allungare (coscia, gamba o il braccio), il movimento del magnete all’interno dell’ERC fa sì che il motore magnetico all’interno del Precice si allunghi secondo la velocità impostata.
Essendo il chiodo stabilizzato all’osso nel momento in cui il chiodo si allunga in maniera consensuale si allungherà anche l’osso.
L’osso viene allungato in quantità molto piccole ogni giorno fino al raggiungimento dell’obiettivo di allungamento. La quantità massima che può essere allungata dipende dal modello di Precice utilizzato.
A seconda dei modelli di chiodo la lunghezza massima può variare da 50 mm( per chiodi di diametri più piccoli, solitamente pediatrici) fino a 80mm (comune per pazienti adulti)
L’allungamento è così graduale che i pazienti non riferiscono sintomatologia dolorosa durante la fase di correzione.
Dopo l’intervento, il paziente rimane ricoverato in ospedale per due giorni. Questa tipologia di intervento sfruttando accessi mininvasivi non richiede solitamente cure particolari come trasfusioni o monitoraggio dei parametri vitali. Il paziente viene mobilizzato immediatamente dopo l’intervento.

inizia 5 giorni dopo l’intervento. In questa fase il paziente dovrà eseguire controlli clinici e radiografici ogni 14 giorni.

Al completamento della fase di distrazione, inizia la fase di consolidazione in cui l’osso allungato si dovrà rinforzare e infine consolidare. In questa secondo fase del trattamento il paziente dovrà eseguire controlli ogni mese fino a quando l’osso a completa consolidazione.
Durante il trattamento, in particolare nella fase di distrazione al paziente sarà consentito un carico limitato e sempre utilizzando ausili.
La progressiva consolidazione e quindi rinforzo del rigenerato consentirà un carico sempre maggiore sino ad apprezzare la continuità delle corticali ossee che sarà il nulla osta al carico completo.
In caso di un trattamento bilaterale nella fase di distrazione il paziente dovrà utilizzare per gli spostamenti la sedia a rotelle.
La terapia fisica o occupazionale è fondamentale durante le fasi di distrazione e consolidamento del trattamento. Durante questa fase, infatti, muscoli, tendini e legamenti verranno allungati, è questo potrebbe creare delle rigidità articolari o consolidazione di atteggiamenti in posizione sbagliata che andranno prontamente trattati e corretti per garantire pieno il risultato non solo in termini puramente estetici ma anche funzionali.
In genere, il chiodo endomidollare viene rimosso circa un anno dopo l’inserimento.
La procedura di rimozione è un intervento, il che significa che il paziente dovrà rimanere in ospedale una notte.
L’indicazione alla rimozione viene data in considerazione del tempo trascorso dall’intervento e della completa guarigione radiografica che deve essere evidente in maniera circonferenziale in corrispondenza del nuovo osso rigenerato.
La ripresa completa di tutte le attività di vita quotidiana e sportiva avviene solitamente nell’arco di un mese dalla rimozione.
Il trattamento di allungamento degli arti è una procedura ortopedica utilizzata per correggere dismetrie (differenze di lunghezza) tra gli arti inferiori o superiori, oppure per aumentare la statura in pazienti selezionati che solitamente sono al di sotto di 3° percentile, ipostaturismo (maschi 162 cm, femmine 151 cm). Non vi sono controindicazioni assolute all’allungamento degli arti. L’armonia e la proporzione fra i segmenti corporei guida poi le scelte e le motivazioni di ogni paziente.
La tecnica più comune si basa sul principio della distrazione osteogenetica, che prevede il taglio controllato dell’osso (osteotomia) e l’uso di dispositivi esterni o interni per allontanare gradualmente i segmenti ossei. Questo processo stimola la formazione di nuovo tessuto osseo tra i due capi ossei.
Uno dei metodi più noti è il metodo Ilizarov, che utilizza un fissatore esterno circolare per stabilizzare l’arto durante il processo di allungamento.

Oggi esistono anche sistemi più moderni, come i chiodi endomidollari motorizzati, che offrono maggiore comfort e una minore esposizione alle infezioni e una riduzione delle possibili complicanze legate al trattamento con fissatore circolare. In particolar modo queste scelte sono indicate per motivi anatomici e gestionali all’allungamento del femore.
Il trattamento richiede un forte motivazione e impegno da parte del paziente e un attento monitoraggio da parte del medico.

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